SI E' CONCLUSA CON UN TRIONFO ITALIANO LA GARA DI APERTURA DEL MONDIALE



MONTECARLO: IL GIORNO PIÙ LUNGO DELLA LANCIA

Dal fantastico uno-due di Roehrl e Alen all'incubo di una squalifica poi svanito

Dominatrici in tutte le fasi della corsa, le vetture torinesi hanno rischiato di essere tolte dalla classifica per un sospetto di irregolarità nel circuito di lubrificazione - Soltanto dodici ore dopo l'arrivo trionfale la giuria ha confermato il successo - Audi e Opel hanno giocato un ruolo da comprimarie


"Delle tre vittorie da me conquistate a Montecarlo questa è la meno sofferta, quella che è arrivata pił facilmente".
Lo ha detto Walter Rohrl ieri dopo avere tagliato da trionfatore il traguardo della prestigiosa corsa monegasca. A giochi ormai fatti rivedendo prova dopo prova tutta la corsa, ci si accorge che in realtà il campione tedesco ha dominato dall'inizio alla fine accapparrandosi tutto quello che c'era da prendere.
Delle 29 speciali disputate ne ha vinte 12 e sarebbero state anche di più se ad un certo punto, visto il vantaggio accumulato sugli inseguitori, non avesse tirato i remi in barca. È vero che le condizioni atmosferiche, sempre ottime, hanno fatto trovare ai concorrenti strade quasi completamente asciutte e quindi adatte ad esaltare le qualità della LANCIA RALLY, una vettura quasi da pista, ma è altrettanto vero che quando, arrivati sulle montagne, ci si è trovati di fronte a chilometri di strade ghiacciate o con lievi strati di neve, anzichè salire alla ribalta le AUDI QUATTRO, ancora una volta protagonisti sono stati Walter Rohrl e la sua LANCIA RALLY.
Come la vettura torinese sia riuscita anche in questo imprevedibile exploit non è un segreto, il merito, è giusto dirlo è anche di un'altra grande casa italiana, la Pirelli. Per questo Montecarlo la marca milanese ha preparato tutta una serie di pneumatici di concezione e disegni completamente nuovi. L'impegno della Pirelli è stato soltanto in parte nel senso che, alla fine, Roehrl ed i sui compagni di squadra, Andruet ed Alen hanno corso il 90 per cento della gara con un solo modello di gomme, le Y14, un tipo di slick che esiste in due versioni, con mescola più dura adatta per le temperature meno rigide. Il restante dieci per cento è stato corso con gomme chiodate e anche con queste, i risultati sono stati eccellenti.
Se Roehrl è stato grande, tanto bravo quanto sfortunato è stato Andruet. Il Francese, vincitore di otto prove speciali, ha tallonato il campione tedesco finchè il cedimento del compressore della sua vettura non lo ha fatto scendere in classifica essendo stato costretto a pagare 12 minuti ad un controllo orario e circa 4 nella prova in cui il suo motore, per il guasto, ha perso potenza.
Anche Alen merita menzione, il suo secondo posto finale a 6' dal vincitore, è più che onorevole. Il Finlandese di prove speciali se ne è aggiudicate quattro.
Per la Lancia c'è stato anche l'incubo di una squalifica per un "rigonfiamento" del circuito dell'olio. I piloti si erano già guadagnati il meritato trionfo ed erano andati a riposare. Ma, fortunatamente, tutto si è risolto per il meglio. La vettura è stata ritenuta regolare dai commissari e dodici ore dopo l'arrivo trionfale anche l'ordine d'arrivo è stato confermato.
Veniamo ora alle Audi. La vettura tedesca ha dimostrato ancora una volta di non gradire le strade asfaltate. Formidabile sulla terra e sulla neve, la quattro ruote motrici tedesca sui manti bitumati non riesce a scaricare a terra tutta la sua potenza. Dei suoi piloti, come già era accaduto in passato, il migliore è quello che nella squadra, il cui capitano è Mikkola, dovrebbe rappresentare il militare di truppa: cioè Blonqvist.
Alla prova dei fatti i ruoli si sono invertiti, il militare ha dimostrato che potrebbe portare tranquillamente i gradi di capitano, mentre il capitano, a questo punto, potrebbe essere degradato e diventare, senza troppo infierire, tenente. Alla Mouton, ritiratasi, crediamo sia giusto concedere una prova d'appello. È vero che la Francese ha commesso un errore di guida che l'ha eliminata, ma per quello che ha saputo fare l'anno passato l'attendiamo più avanti per giudicarla e trarre conclusioni che in questo momento sarebbero affrettate.
Un bilancio della squadra tedesca non si può comunque fare: non è del tutto negativo, perchè un terzo ed un quarto posto al Montecarlo sarebbe obiettivo ambito da molti, ma per una squadra che ad ogni prova promette sconquassi quando poi riesce a fare soltanto piccoli botti non soddisfa.
Le Opel Ascona di Vatanen e Toivonen sono quinte e seste. E, tenendo conto che le loro vetture sono ormai vecchie sotto diversi punti di vista, si può dire che il risultato è buono. Chi invece esce seccamente battuto è il Team Renault. Dati tra i favoriti alla vigilia, i Francesi non sono mai stati protagonisti. Ragnotti ha vinto una speciale ma questo è successo quando ormai i giochi erano fatti e nessuno dei migliori aveva pi&urave; interesse a lottare con grinta.
Sandro Rinieri

La Gazzetta dello Sport - Sabato 29/01/1983
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