.:: Abarth: attenti allo scorpione!!! ::.

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Uno scorpione pungente e velenoso. Non poteva esserci simbolo migliore da associare ad una azienda leader nelle preparazioni motoristiche che nel mondo ha vinto praticamente tutto. Uno scorpione. Un animale che incute paura, che quando si incontra bene evitare onde evitare di essere punti dal suo micidiale aculeo. In trenta anni di corse su strada sicuramente avranno pensato in questo modo un po' tutte le rivali della casa italiana, a cominciare dalla RENAULT ALPINE, bastonata sonoramente dalla FULVIA e dalla STRATOS, per continuare con la OPEL e l'AUDI nei confronti della 131 ABARTH e della LANCIA 037, per proseguire con il grande duello PEUGEOT-DELTA S4, vinto dalla prima solo a tavolino e per finire con il grande dominio della LANCIA DELTA nei confronti di tutte le case giapponesi. Tutte queste vetture avevano un denominatore comune: erano macchine da corsa preparate o gestite dall'ABARTH.
Per capire come e quando è nata l'azienda torinese occorre fare un salto indietro nel tempo, addirittura alla metà del secolo scorso quando le automobili erano un privilegio per pochi.
La società ABARTH & C. viene fondata da CARLO ABARTH e ARMANDO SCAGLIARINI il 31 marzo del 1949. La prima sede era a Bologna, in via Don Minzoni 9. Il fondatore, di origine austriaca, diventato poi cittadino italiano a tutti gli effetti, sin da giovane nutre una grande passione per i motori e comincia la propria attività nel settore motociclistico divenendo preparatore alla MOTOR THUN. Siamo nel 1926 e KARL ABARTH, questo era il suo nome originario, genio della meccanica, sviluppa per il team austriaco delle soluzioni davvero interessanti per l'epoca. Egli sosteneva che sostituendo il motore originale con uno più potente si poteva ottenere un notevole incremento delle prestazioni del mezzo. La cosa sembrerebbe scontata, ma occorre ricordare anche che la prima automobile in serie fu prodotta nei primi del '900 e, con una guerra di mezzo, le poche case automobilistiche e motociclistiche europee non erano in grado di fare grossi investimenti. Nel 1930 ABARTH abbandona le moto dopo essere stato il numero uno in Austria nel settore dei sidecar per passare definitivamente alle auto. Nel 1945 diventa agente del PORSCHE KONSTRUKTIONBURO fondato dal "professor" FERDINAND PORSCHE e nel 1946, dopo il suo trasferimento in Italia, partecipa all'avventura CISITALIA, voluta da CESARE DUSIO, nel quale viene coinvolto anche il pilota TAZIO NUVOLARI, ormai al termine di una brillante carriera. Nel 1949, con la fondazione della casa dello scorpione, ABARTH si afferma sul mercato nella produzione di accessori per l'incremento delle prestazioni delle vetture come marmitte e sistemi di scarico ad espansione da applicare sulle auto di grande serie come FIAT e SIMCA. Il 15 Aprile dello stesso anno avviene il debutto nel mondo delle competizioni con la fondazione della SQUADRA CORSE CARLO ABARTH, specializzata in vetture CISITALIA. Da allora una serie incredibile di successi nel campo automobilistico vengono fregiati dal marchio con lo scorpione. ABARTH collabora con numerosi stilisti del settore come BERTONE, VIGNALE e GHIA, e con GIACOSA, il padre della fiat TOPOLINO. Inoltre mette a frutto le proprie idee ed esperienze per case come la PORSCHE, l'ALFA ROMEO e la FIAT con la quale instaura un lungo e duraturo rapporto. Nel 1955 la casa italiana produce la FIAT 600 che diventa il cavallo di battaglia di ABARTH. Questa automobile dai bassi costi di produzione era destinata al grande pubblico e si prestava ottimamente all'esecuzione di diverse tipologie di modifiche soprattutto a livello di motore. La vetturetta in pochi anni divenne il simbolo di ABARTH che la portò da 600 a 750 cc. e successivamente a 850 cc. e 1000 cc. Quest'ultima evoluzione era una vera bomba. Nella versione NURBURGRING sviluppava circa 85 CV e poteva raggiungere i 188 Km/h. Ma la storia non finisce qui. Con l'arrivo della minuscola FIAT 500, ABARTH completa la sua serie di auto sportive riuscendo a soddisfare un gran numero di appassionati che potevano acquistare con una spesa modica una vettura "cattiva". Quest'ultima, nella versione stradale, si spingeva oltre i 120 Km/h - una velocità considerevole se pensiamo al tipo di automobile - mentre in pista, con la versione più spinta denominata SS, si potevano toccare i 160 Km/h. L'ultima auto nata sotto il segno dello scorpione è infine la FIAT 850, un piccolo-grande capolavoro, costruita sulla base della popolare berlinetta ma con il motore potenziato del doppio. Una vettura spaventosa che vantava una potenza di 155 CV. e una velocità di punta di 220 Km/h, praticamente come una moderna berlina dei giorni nostri ma senza tutti quei sistemi di sicurezza di cui oggi le vetture sono dotate (ABS, AIRBAG, controlli elettronici vari).
Per la costruzione in grande serie viene inaugurata una nuova sede in Corso Marche a Torino, uno stabilimento in grande crescita che all'apice del successo poteva contare oltre 150 dipendenti. Agli inizi degli anni '60 l'Italia avverte i primi segni di una crisi economica ma CARLO ABARTH, genio scaltro e fantasioso, riesce a ovviare a questo problema grazie all'avvento di una nuova vettura compatta: la AUTOBIANCHI A112. Questa procura nuovi stimoli al preparatore che nel 1969 ne realizza una versione fortemente "pepata" denominata AUTOBIANCHI A112 ABARTH. Questa entra in produzione nel 1971 e diventa il grande successo commerciale tant'è che ne vengono realizzate ben sette versioni, rimanendo in vigore fino al 1985. ABARTH era un personaggio abile e ambizioso a volte fino all'eccesso. Odiava sentirsi chiamare "preparatore" perchè si riteneva a tutti gli effetti "un costruttore di auto sportive". Egli, nel mondo delle corse, voleva raggiungere traguardi sempre più prestigiosi e non nascondeva il desiderio di diventare leader nella categoria sport-prototipi. Per questo motivo, nel 1967 arrivò quasi al tracollo economico pur di vedere realizzato il suo sogno: un prototipo a 12 cilindri, 6 litri da corsa, progetto sfumato dai nuovi regolamenti varati dalla FIA.
Nonostante questi grandi e continui successi (non dimentichiamo i 3,5 milioni di marmitte da corsa costruite in grande serie) l'ABARTH nell'ottobre del 1971 viene a trovarsi in una difficile situazione economica che rende inevitabile l'intervento della FIAT. La casa torinese ne rileva totalmente la proprietà dando vita al reparto corse, denominato appunto FIAT-ABARTH. Per evitare problemi logistici il gruppo italiano decide di lasciare alla FERRARI il compito di gareggiare nella massima divisione, la FORMULA 1, mentre la FIAT-ABARTH si sarebbe occupata dello sviluppo di auto da rally, da sempre banco di prova per soluzioni tecniche da applicare poi alla grande produzione. Le vittorie non tardano ad arrivare e nel 1972 una FIAT 124 ABARTH trionfa al RALLY dell'ACROPOLI dando inizio ad una serie impressionante e inquantificabile di successi, che si spinge fino ai giorni nostri grazie alle performances della FIAT GRANDE PUNTO ABARTH S2000. Vogliamo comunque ricordare la gloriosa FIAT 131 ABARTH, prodotta anche in versione stradale, campione del mondo marche nel 1977, 1978 e 1980, vettura sulla quale hanno corso tutti i più grandi piloti come WALTER ROEHRL, campione del mondo nel 1980, MARKKU ALEN, iridato nel 1978, e ADARTICO VUDAFIERI Campione Italiano nel 1980 e Europeo nel 1981. Non possiamo dimenticare la LANCIA RALLY-ABARTH 037, trionfatrice su tutte le strade del mondo, il cui stemma con lo scorpione sul volante e sulle fiancate la rendeva ancora più pericolosa e cattiva. Infine l'ineguagliabile decennio legato al nome della LANCIA DELTA prodotta nella versione S4 gr.B, massima espressione tecnologica per una vettura da rally, con una potenza vicina ai 600 CV. e, successivamente, con i modelli 4WD, INTEGRALE, INTEGRALE 16V, HF EVOLUZIONE praticamente imbattibili su ogni fronte, come dimostrano i sette titoli vinti consecutivamente dal 1987 al 1992. Ma le vetture targate ABARTH si sono contraddistinte anche e soprattutto come le prime auto dei nuovi talenti. ATTILIO BETTEGA, CARLO CAPONE, FRANCO CUNICO, FABRIZIO TABATON, MICHELE CINOTTO, sono solo alcuni nomi di grandi piloti che hanno iniziato la loro gloriosa carriera a bordo della piccola A112, una vettura agile e potente con la quale si riusciva a fare numeri di alta acrobazia. E non solo. Altre macchine da rally, come la FIAT RITMO ABARTH e la FIAT UNO TURBO hanno saputo tenere alto il logo dello scorpione, tramontato definitivamente con la cessazione dell'attività nei rally del gruppo FIAT-LANCIA.
Oggi l'ABARTH è solo un ricordo. Il nome e il simbolo dello scorpione è ancora legato alle piccole di casa FIAT nella partecipazione ai rally con i trofei FIAT PUNTO, FIAT 500 e FIAT 600 ma è più un fattore di marketing e di vendite di automobili che di preparazione vera e propria. Siamo ormai lontani da quello che era il vero spirito delle competizioni, dettato prima di tutto dalla voglia di correre e secondariamente dalla passione per i motori e per le elaborazioni, come nutriva CARLO ABARTH pur avendo a disposizione pochi mezzi e come hanno saputo fare magistralmente i suoi sostituti. Tutti gli appassionati da anni aspettano con ansia il ritorno alle corse in maniera ufficiale da parte del gruppo FIAT-ABARTH ma crediamo, forse in maniera un po' troppo pessimistica, che tale desiderio difficilmente si possa realizzare se non a lungo termine. Un' ultima cosa va ricordata. CARLO ABARTH era nato il 15 novembre del 1908 e quindi era del segno dello scorpione. Il suo simbolo era lo scorpione. ABARTH si è spento all'età di 70 anni, il 24 ottobre del 1979, ancora una volta sotto il segno dello scorpione.

.:: Momenti di gloria ... ::.
124 ABARTH RALLY 131 ABARTH RALLY
FIAT 124 ABARTH RALLY (Photo archive) FIAT 131 ABARTH RALLY (Photo archive)
LANCIA RALLY 037 AUTOBIANCHI  A112 ABARTH
LANCIA RALLY 037 (RC A. Bettega) AUTOBIANCHI A 112 ABARTH (RC A. Bettega)
LANCIA DELTA S4 LANCIA DELTA INTEGRALE
LANCIA DELTA S4 (Photo archive) LANCIA DELTA INTEGRALE (Photo archive)
FIAT GRANDE PUNTO
FIAT GRANDE PUNTO (Photo archive)

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